Baia, un cratere vulcanico in parte sommerso



BAIA & CAMPI FLEGREI

La denominazione "Campi Flegrei" dell'area a nord-ovest di Napoli deriva dal greco (phlegraios=ardente) ed è un chiaro riferimento alla natura vulcanica del territorio, che lo ha contraddistinto sin dagli inizi della sua storia, quando era dimora di popolazioni primitive. Ma, accanto alle caratteristiche fisiche e naturali del luogo, è la ricchezza di siti archeologici e di testimonianze del lontano passato a contribuire al fascino dei Campi Flegrei.

BAIA

Prima della partenza, o anche al rientro dalla crociera, merita un'attenzione particolare la stessa Baia, dove si trovano i nostri cantieri, affacciati sullo specchio d'acqua sottostante l'antico castello aragonese.

Il luogo è un susseguirsi di siti di interesse storico, oggi identificati come "Parco Archeologico di Baia", essendo stata per anni il luogo di villeggiatura prediletto degli imperatori romani. Si consiglia di dedicare una visita al Palatium, residenza degli imperatori, per poi ammirare le terme di Mercurio, il tempio di Venere e la famosa Piscina Mirabilis.

Dopo aver visitato il Parco, un passaggio al Castello Aragonese completa il percorso culturale: qui ha sede il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, riconosciuto come museo di interesse nazionale.

Infine, per noi amanti del mare, la possibilità di ammirare una meraviglia unica: il Parco sommerso di Baia! Si tratta dell'unico sito archeologico subacqueo al mondo.
La visita è accessibile a tutti: subacquei e non.

Per i primi c'è la possibilità di immergersi con una guida esperta dei fondali dei Campi Flegrei, che li accompagnerà in un'affascinante immersione tra i resti archeologici del Parco Sommerso. L'escursione, a pagamento, necessita di prenotazione obbligatoria.

Per i meno esperti si può praticare lo snorkeling e ammirare con la sola maschera i fantastici mosaici di Portu Julius.

POZZUOLI

Pozzuoli è la principale cittadina dei Campi Flegrei: di origine romana (Puteoli, "piccoli pozzi", fu fondata nel II secolo a.C. in corrispondenza del precedente insediamento cumano di Dicearchia), ed era nell'antichità più importante e potente della vicina Neapolis. Pozzuoli dovette la sua fortuna principalmente al fiorentissimo porto, in cui erano intensi i commerci e gli scambi culturali con l'oriente, e vi si diffusero le arti del vetro, della ceramica, dei profumi, dei tessuti e del ferro.

Nel cuore della città si trova l'Anfiteatro Flavio (il terzo d'Italia), risalente alla fine del II sec. a.C., in cui avevano sede giochi di gladiatori e che poteva ospitare circa 20.000 spettatori; vi si possono oggi ancora visitare gli ambienti sotterranei, che erano utilizzati per la realizzazione di spettacolari "effetti speciali" e scenografie dinamiche.

Di grande rilievo e bellezza è poi il cosiddetto Tempio di Serapide (nome dovuto al ritrovamento, nel Settecento, di una statua del dio egiziano Serapis), che altro non è, in realtà, che l'antico Macellum (il mercato) annesso all'area portuale. Il fenomeno del bradisismo, che interessa Pozzuoli innalzando ed abbassando periodicamente il livello del suolo, ha fatto nel passato sprofondare e riemergere dalle acque più volte questo luogo: i segni di ciò, e i livelli raggiunti dall'acqua, sono evidenti sulle colonne del tempio.

Per quel che riguarda i fenomeni vulcanici, l'area urbana di Pozzuoli, oltre che dal bradisismo, è contraddistinta dalla presenza della Solfatara: è questo un vero e proprio cratere vulcanico attivo di forma ellittica, risalente a circa 4000 anni fa, caratterizzato da fumarole, continue emissioni di vapori ed esalazioni sulfuree, che nei giorni di vento raggiungono persino la città di Napoli.

Pozzuoli conserva inoltre ancora l'antica acropoli (il Rione Terra, oggetto di un recentissimo recupero architettonico), i templi di Augusto e di Nettuno e le necropoli.

CUMA

L'origine della città è fissata nell'VIII secolo a.C., ad opera degli abitanti della vicina Pithecusae (Ischia); Cuma divenne presto una città fiorente e potente, che estese la sua egemonia sui territori flegreo e partenopeo, ma cominciò a perdere importanza quando Puteoli e il suo porto assunsero un ruolo fondamentale nell'impero romano. Cuma dovette allora ridimensionarsi molto e rimase rilevante solo come luogo di culto, per la presenza dell'antro della Sibilla.

La Sibilla era la leggendaria sacerdotessa di Apollo - citata anche da Virgilio nell'Eneide -, che nel suo antro formulava presagi e prediceva il futuro. L'antro in cui, secondo il mito, ella riceveva coloro che l'interpellavano, è un luogo misterioso e affascinante: si tratta di un lungo (131 m) corridoio a sezione trapezoidale, largo 2 metri e mezzo e alto 5, scavato nel tufo e illuminato da sei aperture laterali, che conduce ad un ambiente arcuato finale.

Nella vasta e ricca area archeologica di Cuma, si trovano tra l'altro i resti del Tempio di Giove (tempio greco del V sec. a.C., poi trasformato in una basilica cristiana) e del Tempio di Apollo (che la leggenda vuole edificato da Dedalo, giunto qui al termine del favoloso volo da Creta).

MISENO

Il promontorio di Capo Miseno, che chiude il golfo di Pozzuoli a nord-ovest, era un avamposto strategico per la flotta romana, specialmente in età augustea, quando fu qui installata la base navale del Tirreno. Il faro qui operante è un importante ausilio per la navigazione nello stretto canale di Procida.

A nord del Capo, vi è il porto di Miseno, collegato da un canale all'omonimo lago.

Dell'epoca romana è una formidabile testimonianza la Piscina Mirabile, enorme serbatoio scavato nel tufo per la raccolta delle acque provenienti dall'acquedotto del Serino, e destinate al rifornimento della flotta di stanza in quest'area.